Wi-Max
WiMax una tecnologia che cambierà il mondo delle telecomunicazioni, cosa è e come influirà su di noi?....
Wi-Max
L'importanza di una tecnologia e gli effetti che essa comporta.
Sviluppo non sempre si traduce in occupazione.
Roma - Gennaio 2007
I Ministri della Difesa Arturo Parisi e delle Comunicazioni Paolo Gentiloni hanno raggiunto un'intesa per l'avvio in Italia delle nuove tecnologie di telecomunicazioni wireless, approvando il percorso per l' introduzione del Wi-Max in Italia.
Con questa intesa, a partire da giugno 2007, verranno resi disponibili piu' lotti di frequenze (nella banda Wi-Max 3.4÷3.6 GHz), con la possibilità di ripartirli anche su più macro-aree nazionali.
L'intesa costituisce la prima fase di un progetto complessivo che condurrà, in un quinquennio, a triplicare la suddetta prima assegnazione di frequenze per il Wi-Max.
Il tavolo tecnico tra i Ministeri della Difesa e delle Comunicazioni stilerà entro febbraio un calendario operativo, anche sulla base delle determinazioni dell'Autorità delle Garanzie nelle Comunicazioni e degli esiti della consultazione pubblica avviata dall'Autorità che si concluderà entro febbraio 2007.
Il servizio Wi-Max potrà così essere avviato per un più rapido sviluppo della diffusione della banda larga sul territorio, soprattutto nelle aree ove e' più complessa la realizzazione di nuove infrastrutture.
L'intesa raggiunta, prevede anche l'espletamento dei servizi di cui e' responsabile il Ministero della Difesa con particolare riguardo alle problematiche della sicurezza nazionale e degli assetti di telecomunicazioni interforze. Il Ministero della Difesa provvederà infatti contestualmente a ricollocare i propri sistemi radar fissi e mobili e gli assetti di telecomunicazione. Gli investimenti necessari deriveranno in parte da appositi capitoli del bilancio dello Stato ed eventualmente anche dal mercato delle frequenze del Wi-Max.
È un passaggio assai significativo, che mette a disposizione degli operatori autorizzati una rete nuova, potente e, in prospettiva rivoluzionaria.
In realtà la novità è tutta italiana poiché la tecnologia è già usata in 125 paesi del mondo come installazioni riservate, mentre la fase che stiamo vivendo noi è quella della commercializzazione del prodotto su larga scala.
Il Wi-Max (Worldwide Interoperability for Microwave Access) infatti consente l’accesso a Internet anche nelle zone non raggiunte dalla banda larga via cavo, quindi se sviluppata adeguatamente, la rete wireless di nuova concezione, potrà far raggiungere all’Italia quegli standard di sviluppo europei che non mancano in altri settori delle telecomunicazioni.
La commercializzazione delle frequenze che avviene tramite asta, potrebbe però limitare le potenzialità del servizio, rendendolo di fatto un “servizio chiuso”, soggetto alle decisioni di chi ha a disposizione fondi da investire nella nuova tecnologia e quindi soggetto ad un mercato. Questo si potrebbe ripercuotere sull’utente finale sotto forma di un servizio scadente o con costi di utilizzo di gran lunga superiori a quelli realmente necessari.
Se si pensa ai possibili impieghi di una tale tecnologia, oltre alla diffusione della banda larga nelle zone rurali, è facile intuire come una connessione senza fili di dimensioni metropolitane (WMAN: Wireless Metropolitan Area Network) sia capace di sostituire, in parte, molti servizi diventati per noi oggi essenziali: uno su tutti la telefonia.
La diffusione del WiMax potrebbe essere infatti l’ultimo passo dell’enorme sviluppo a cui abbiamo assistito nell’ultimo biennio da parte delle tecnologie VoIP (Voice over Internet Protocol) con operatori come Skype, Noverca e molti altri. Per queste società si aprirebbe la reale opportunità di diventare degli operatori telefonici (almeno nel caso di Noverca) su scala nazionale e di fornire servizi a costi inferiori rispetto ai normali gestori di telefonia.
Questo sviluppo provocherebbe delle ripercussioni nel mondo della telefonia mobile soprattutto nell’assetto delle grandi aziende presenti ora sul mercato. Tim, Vodafone, H3G si troverebbero costrette a svendere i propri servizi a meno che siano loro stesse a gestire le strutture del WiMax , cosa che porterebbe al prima citato “servizio chiuso”.
Analizzando il caso da un punto di vista occupazionale, l’avvento del WiMax avrebbe in un primo tempo un effetto di crescita dell’impiego per poi avere una fase di diminuzione più o meno accentuata fino ad un punto di stasi finale.
Nella prima fase, la diffusione delle infrastrutture per la realizzazione dei ponti radio e dei collegamenti, oltre alla realizzazione di uffici e strutture per la gestione dei servizi, si trasformerebbe in una richiesta di manodopera specializzata e non, ed il seguente avvio dei servizi offerti prevede anche una serie di figure professionali per l’interazione con l’utente finale. Tutto ciò rappresenta la fase crescente dell’occupazione, fase che si sviluppa nel breve/medio termine.
Mentre a lungo termine, l’importanza di una struttura come il WiMax potrebbe superare quella della telefonia mobile classica, con un impiego minore di risorse da parte delle società già affermate. Bisogna anche poi considerare che completata la parte iniziale di realizzazione degli impianti si andrebbe incontro solamente ad una richiesta di manodopera altamente specializzata per la sola manutenzione e non più come la precedente sia in quantità che in qualità.
Questo scenario parte dal presupposto che la telefonia mobile transiti da una tecnologia ad un’altra (cosa che avviene molto lentamente) e che gli apparati telefonici siano in grado di gestire il nuovo standard di comunicazione, cosa che per il momento non sono in grado di fare, ma dati i tempi necessari per la realizzazione di questo nuovo settore delle comunicazioni, non è un fattore limitante da prendere in considerazione.
Lo scenario cambia poco nel momento in cui si venga a realizzare il cosiddetto “servizio chiuso”, poiché l’effettiva possibilità di effettuare comunicazioni a costo zero (oltre quello della connessione) è reale ed offerto in più forme, VoIP, Voice-Mail, e-mail e Video Conferenze. Quindi in questo caso si eviterebbe il collasso delle società presenti ora sul mercato, ma verrebbero fortemente ridimensionate ( nell’organico ) a causa degli scarsi profitti.
Logicamente l’avvento del WiMax non riguarda solamente una possibile rivoluzione della telefonia mobile ma anche di altri settori delle comunicazioni.
Bisogna ricordare però che deve passare molto tempo prima che il WiMax possa contare su una copertura in Roaming mondiale come quella che vanta la telefonia mobile classica, e proprio per questo motivo che è difficile che quest’ultima venga rimpiazzata completamente.
Per rendere l’idea di come il WiMax entri nella fascia delle comunicazioni radio e con quali caratteristiche, vengono riportati a seguire dei grafici esemplificativi.
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WiMax
IEEE 802.16 |
WiFi
IEEE 802.11 |
UMTS
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Velocità
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124 Mbit/s |
11-54 Mbit/s |
2 Mbit/s |
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Copertura
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40-70 km |
100-300 m |
10 km |

| PAN : Personal Area Network LAN : Local Area Network MAN : Metropolitan Area Network WAN : World Area Network |


































15 Luglio 2008 alle 10:42
[...] tecnologia non è sempre sintomo di buona notizia. Questo aspetto lo avevo evidenziato in un altro articolo dove era evidente che lo sviluppo non si traduceva in occupazione. In questo caso la tecnologia ha [...]