Quanto ci costa Facebook?

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On 1 febbraio 2010, in Vita digitale, by iScritch

Una semplice domanda che alcuni si sono posti senza trovare soluzioni al quesito, oppure una semplice domanda la cui risposta non cambia la vita, insomma quanto ci costa questo Facebook?...cosa comporta il suo utilizzo quotidiano?... Il social network più famoso di tutti i tempi (frase scontata ma dato di fatto) ormai è diventato una parte fondamentale della comunicazione quotidiana, in particolare della comunicazione 2.0 . Inutile dirvi cosa si può fare con Facebook ma possiamo capire invece cosa comporta l'uso di questa potente innovazione del terzo millennio.

Basandoci su gli ultimi dati statistici reperibili, che ci danno una popolazione di 320 milioni di utenti attivi  (sui 350 milioni dichiarati) possiamo fare una piccola fotografia di cosa Facebook sia in Italia.

Abbiamo 12.581.000 di utenti attivi che rappresentano il 44,32% della popolazione nazionale online. Questo dato, per quanto non possa sembrare, è un dato importante. Infatti circa la metà della popolazione è impegnata con le pagine e le applicazioni del social network. Se continuiamo a leggere i dati, si scopre  come siano gli uomini ad utilizzare maggiormente le pagine di facebook, nonostante la consuetudine voglia che siano le donne a "sbirciare"  la vita quotidiana dei propri amici e parenti.

Ora però le note dolenti. Se analizziamo velocemente alcune statistiche, si osserva come sia rilevante la fascia di età compresa tra i 18 e i 54 anni (ben l'82%). Essa non è altro che la fascia di età in cui si produce reddito, risulta quindi che l'82% degli utilizzatori di FB appartengono alla popolazione produttiva italiana. Quando si associano alle percentuali degli utilizzatori di FB ai resoconti dell'utilizzo di internet in Italia, suddiviso per fasce orarie, si osserva che la piattaforma di FB viene utilizzata prevalentemente durante l'orario di ufficio. Già di per se si aveva questa abitudine da alcuni anni a questa parte, trend che si è marcato ancora di più negli ultimi tempi. Si può notare come simpaticamente durante la pausa pranzo si ha una flessione nell'utilizzo dei servizi su internet al posto di un incremento, dato il "tempo libero" a disposizione.

Questi dati ora associati all'utilizzo medio di FB di circa 60 minuti al giorno e con solo il 50% degli utenti con uso quotidiano (dati forniti dallo stesso gestore) e supponendo uno stipendio di circa 18000€ anno (16000€ è la media nazionale), quindi con un costo lordo complessivo orario di circa 16,20€, ci porta a stimare un danno economico giornaliero di 81 milioni di euro a causa dei poco più di 5 milioni di utenti assidui giornalieri. Si può soltanto immaginare il danno che si avrebbe per un intero anno.  Presto detto abbiamo una cifra annua di 19.440 milioni di euro, cioè circa 19,5 miliardi di euro (più di due volte la finanziaria 2010).

Già qualche tempo fa qualcuno si lamentò per la pausa sigaretta o per la pausa caffè di 10 minuti, ma molti si levarono contro le critiche, poiché ritenevano che si trattava di un ( sacrosanto ) momento di  relax e che serviva per "unire e fare gruppo" così da aumentare "l'affiatamento", ora però, credo che queste motivazioni non siano più di tanto attendibili.

Questo articolo non vuole chiudersi sul giudizio di giusto o sbagliato, ma può essere utile per capire come alcune volte la tecnologia possa avere dei risvolti non positivi, come già ho affrontato in altri articoli (QUI e QUI).

In ogni caso ritengo che per quanto positivo possa essere il riavvicinamento delle persone o quanto sia grande la necessità compulsiva di "taggare" qualcuno o di perdere tempo su una fattoria virtuale, questo lo si può fare a tempo perso e non a danno della comunità.

Questo danno in realtà non è diretto verso un'azienda o un datore di lavoro, ma è diretto all'intero sistema. Un tale danno economico che può essere inteso non soltanto come tempo non dedicato al lavoro, ma anche come tempo non dedicato agli amici e alla famiglia o a tutte le attività alternative.

Lunge da me soffermarmi sull'intero argomento, ma è tuttavia un buon punto di partenza.

Ora la parola agli esperti... Sociologi...Economisti...Medici...Ingegneri o chiunque abbia titolo o competenza per poter analizzare i pro e i contro di questo "Social Networking".

Be Sociable, Share!
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2 Responses to Quanto ci costa Facebook?

  1. Facebook è una droga ossessiva – compulsiva che coinvolge chiunque abbia un giro di amici minimo tale da avere aggiornamenti costanti di pubblicazioni, status, commenti. C’è un’ansia da prestazione intrinseca nell’apparire più “social” in un’escalation di notifiche rosse che infuocano gli occhi…

    ..(cavolo, ho dimenticato di aggiornare il mio status!…)

  2. Pakka-kun scrive:

    Verissimo, chi non ha un contatto FB, chi nn ha mai cercato su una persona incontrata? pochi, tra noi potrebbero negare di aver fatto questo.
    Il problema credo che non sia tanto quello sbriciare sui contatti degli amici e vedere che cosa combinano (d’altronde se mettono informazioni su FB, vuol dire che vogliono che siano viste) il problema è nel fatto che FB è diventato non solo un luogo di incontro, ma anche di svago e quindi di perdita di tempo non costruttiva (vedi Farmville e tutti quei giochetti scemi lì sopra [quante discussioni ho sentito sul fatto che alla gente non erano cresciuti gli ortaggi…]). Credo che siano prorpio questi a portare via la maggior parte del tempo su Faccialibro, perchè, anche se una persona fosse uno che nn si riesce a fare i cavoli suoi, non credo che gli servano più di 15 min al giorno da passare a spulciare. Penso quindi che in fondo il problema non sia tanto il sistema in se, che è fantastico, ma i gingilli che ci sono intorno (se uno volesse giocare con un Flash, basta che muova i polpastrelli e di siti che hanno giochetti ce ne stanno un numero infinito).

    ( mattia, corri ad aggiornare il tuo status, che non so cosa hai fatto ieri!!)

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